3 Aprile 2022
Quinta domenica di Quaresima
Anno C
La Quaresima volge verso il termine: è cresciuto il nostro rapporto con Dio? Qualunque sia la nostra miseria, Dio ci fa vivere! E noi facciamo vivere?
Il testo evangelico di questa domenica non è riferito da tutti i codici tanto che i Padri greci sembrano ignorarlo. Veramente il Signore è capace di aprire una strada nel mare dei nostri peccati e un sentiero nel ginepraio dei nostri pregiudizi e delle nostre ipocrisie che ci rendono così sensibili alle mancanze altrui e così indulgenti con le nostre. L’apostolo Paolo arriva a parlare di spazzatura per indicare tutto ciò che si oppone alla logica della misericordia che permette ad ogni uomo e ad ogni donna – nonostante tutto e attraverso tutto – di perseguire la mèta e conquistare il premio di una vita redenta perché accolta. L’atteggiamento sereno e silenzioso di Gesù che scriveva per terra (forse si riferisce a Gb 13, 26 o Gr 17, 13) si contrappone alla boria degli accusatori e all’inespresso terrore dell’accusata. Il Signore Gesù si abbassa e si mette allo stesso livello della donna! Alla serietà inquietante degli accusatori contrappone un gesto quasi giocoso – da bambini – che rivela la vera colpa: la desolidarizzazione. Il nostro cammino verso la Pasqua di passione e di risurrezione affretta ormai il suo passo non solo per la celebrazione rituale dei misteri, ma per l’accoglienza esistenziale del mistero di Cristo nella nostra vita per essere conformi alla sua postura di tenerezza come premessa di ogni giustizia: va’ e d’ora in poi non peccare più! Gesù scrive per terra nella polvere. Come non ricordare l’inizio della Quaresima quando abbiamo ricevuto sul capo un pizzico di cenere. I farisei vogliono applicare la Legge scritta con il dito di Dio sulle tavole di pietra, mentre Gesù ci ricorda che questa Legge deve essere scritta nel cuore di carne riconciliato con la polvere della propria e dell’altrui fragilità.
Commento a cura di d. Michael David, osb
Comunità della Koinonia de la Visitation