8 Dicembre 2023
Immacolata Concezione
della B.V. Maria
Autore della bellezza è lo Spirito Santo, che comunica all’uomo lo splendore della verità di Dio e la sua santità. Maria ne è la straordinaria icona.
SANTA E IMMACOLATA
Nel cuore dell’Avvento, la Chiesa celebra la solennità dell’Immacolata Concezione ossia l’evento della pura gratuità divina. Non a caso, l’angelo Gabriele saluta Maria come la Kecharitoméne (piena di grazia). Questo participio perfetto passivo proviene dal verbo charitóo, e significa favorire. Dio, fin dall’eternità ha perciò favorito, ricolmandola di grazia, la Vergine. Ma Paolo, nella seconda lettura odierna, ci ricorda che tutti noi siamo chiamati ad essere al cospetto di Dio «santi e immacolati» (Ef 1,4). Se questo è il nostro destino eterno, è vero anche che già nel presente siamo invitati a corrispondere al dono di Dio, che nel suo Unigenito, ci ha benedetti con ogni benedizione. Ma – ecco la domanda che sorge in noi – come vivere questo nostro statuto di uomini e donne chiamati ad essere «santi e immacolati»? Anzitutto, essere santi e immacolati, significa recuperare la virtù, umana ed evangelica, della veracità, nella sua duplice accezione di sincerità e veridicità. La persona sincera è una persona unificata che manifesta sul piano dell’agire la verità del suo essere. Non a caso il diavolo è definito bugiardo (cf. Gv 8,44). Di qui il compito morale di sincerare sempre se stessi per essere trasparenti verso gli altri e non vivere rapporti basati sulla menzogna. Inoltre, dato che ogni relazione vive attraverso il linguaggio, è altresì dovere morale formarsi una parola veritiera, capace di costruire ponti e non muri. C’è poi un secondo aspetto che possiamo definire come via della bellezza. Già nel NT abbiamo associato alla condotta santa una condotta bella (cf. 1Pt 1,15-16). Autore della bellezza è lo Spirito Santo, che comunica all’uomo lo splendore della verità di Dio e la sua santità. Lo Spirito, come ha scritto p. Florenskij, è la fonte e la causa della bellezza della nuova creatura, la quale può così scorgere in sé e attorno a sé il riflesso della luce del Regno. Maria ne è la straordinaria icona. «In lei – ha scritto Paolo VI – si rispecchia la bellezza primigenia con cui Dio aveva concepito l’umanità. In lei ogni pietà, ogni gentilezza, ogni umanità, ogni poesia è donna viva». Anche per questo Novalis esclamava:
Chi, madre, t’ha veduta una volta,
non subirà più l’incanto del male.
Commento a cura di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia