17 Gennaio 2021
II Domenica del tempo ordinario
Anno B
Dio si manifesta in molteplici modi e noi stessi, grazie alla sequela, siamo chiamati a divenire casa, dimora, tempio della sua rivelazione.
L’antica successione delle tre manifestazioni di Gesù – Epifania, Battesimo, segno di Cana – viene conservata dalla liturgia post-conciliare soltanto nell’anno C. Nell’anno A il racconto dell’acqua tramutata in vino viene sostituito dalla testimonianza del Battista come ci viene narrata da Giovanni: egli vede lo Spirito rimanere su Gesù e testimonia che è il Figlio di Dio. In questo anno B ascoltiamo ciò che segue immediatamente dopo: la chiamata dei primi discepoli. In questo modo la liturgia sembra suggerirci che la sequela stessa appartiene al modo con il quale il Signore si manifesta nella storia e nella vita di ciascuno di noi. Come ci testimonia l’esperienza di Samuele narrata dalla prima lettura, il Signore si manifesta parlando e noi dobbiamo avere la docilità di un cuore capace di ascoltarlo e di seguirlo. Più ancora si tratta di «fare casa con lui», di dimorare dove lui dimora. Nasce l’esperienza di una reciproca ospitalità: noi dimoriamo in lui e con lui nel Padre, e al tempo stesso, come scrive Paolo ai Corinzi, la nostra vita, il nostro corpo, diventano tempio dello Spirito che è in noi. Dio si manifesta in molteplici modi, e noi stessi siamo chiamati a divenire segno, dimora, tempio della sua rivelazione.
Commento a cura della Comunità di Dumenza