6 Dicembre 2020
II Domenica di Avvento
Anno B
Preparare la via al Signore chiede impegno, frutto di un battesimo di conversione, attendendone il compimento nel battesimo dello Spirito.
Is 40,1-5.9-11; Sal 84 (85); 2Pt 3,8-14; Mc 1,18
L’immagine del ladro è ricorrente nel Nuovo Testamento per alludere alla venuta del Figlio dell’uomo e al suo giorno, che non conosciamo. In questa domenica l’ascoltiamo dalla seconda lettera di Pietro, ma è presente nella tradizione sinottica, nell’epistolario paolino, nell’Apocalisse. Un ladro paradossale, che viene a donare anziché a togliere, anche se, per poter accogliere il suo dono, dobbiamo comunque essere disposti a lasciarci portare via qualcosa: ciò che non è essenziale alla nostra vita, o le false immagini di Dio che ci siamo disegnati, gli idoli di cui riempiamo la nostra esistenza e il nostro tempo. La venuta del Signore, annuncia Isaia, apre vie anche nel deserto: innalza valli, abbassa monti e colli, rende piano il terreno accidentato, trasforma quello scosceso in vallata. È questo un lavoro da fare su se stessi: innalzare ciò che in noi è condizionato da paure e pigrizie, abbassare le alture di atteggiamenti orgogliosi e autoreferenziali, eliminare durezze, asprezze, spigolosità, e così via. La via del deserto attraversa il cuore di ciascuno. Occorre vivere questo impegno, tuttavia, con la consapevolezza testimoniata dal Battista: c’è qualcosa che noi possiamo e dobbiamo fare, frutto di un battesimo di penitenza e di conversione, attenendo però quel compimento che solo colui che viene ci può dare, con il suo battesimo nello Spirito.
Commento a cura della Comunità di Dumenza