5 Luglio 2026

XIV Domenica del Tempo Ordinario

Dio si rivela ai piccoli: non nei concetti ma nell’amore. Solo chi si fa umile e si svuota accoglie la luce e incontra il Mistero.

I PICCOLI

Perché proprio ai piccoli Dio rivela i misteri del Regno? Ci aiuta a comprenderlo un libro del 1300, La nube della non conoscenza, che risponde ad una domanda: come incontrare Dio oltre il pensiero, oltre le immagini, oltre noi stessi? Il testo nasce in un contesto di riflessione alta, di forte bisogno di interiorità. Leggiamo: «Nulla che la mente possa afferrare conduce veramente a Dio. Solo un atto nudo, d’amore può sorpassare ogni concetto e aprire un varco verso l’invisibile». È necessario allora lasciare l’esuberanza del pensiero e scivolare in quella zona dell’anima dove il sapere cede il passo all’umiltà e l’umiltà si trasforma in desiderio puro. Ecco la nube è il simbolo dove tutto si scioglie e l’anima impara il distacco. In un tempo come il nostro (dove tutto è analizzato) ci fa capire che la conoscenza non si nutre di concetti ma di presenza. La nube aspira a Dio che non può essere raffigurato ma solo amato. Comprendere non è possedere ma lasciarsi toccare e trasformare. Nella nube la parola si fa tenue, l’intelletto lieve e l’amore strumento di conoscenza. L’autore educa alla così disappropriazione e mediante la fiducia insegna a camminare verso la pace. L’essere umano non cresce per imposizione ma per attrazione e il progresso spirituale nasce dalla libertà, non dal dovere. Il libro ha una struttura curiosa. C’è una nube della non conoscenza (separa l’anima da Dio) e una nube dell’oblio (separa da tutto ciò che non è Dio). In mezzo c’è l’atto della sottrazione discepolare. La prima fa capire che il Dio pensato non è il Dio vivente; i concetti sono per la teologia non per l’aspirazione spirituale. Questo aiuta a mantenere la distanza tra Dio e l’uomo, l’infinito e il finito. La seconda, la nube dell’oblio, aiuta l’anima a limitarsi davanti a se stessa. L’autore parla di apofatismo, di Dio oltre Dio. Dio non potrà mai essere raggiunto attraverso il concetto ma solo mediante lo svuotamento. Dove l’uomo si fa piccolo, Egli si rivela. E Gesù fa salire il suo inno di lode al Padre, contemplando le meraviglie che Egli compie nel cuore di chi gli apre un varco, una semplice fessura attraverso la quale la luce entra facendo cantare la vita.

Commento di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia (Italia)

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