19 Aprile 2026
III Domenica
di Pasqua
La risurrezione è reale e salvifica: il Risorto si manifesta e la sua traccia è la Chiesa, trasformata in vita nuova, perdono e coraggio nello Spirito.
LA TRACCIA STORICA DEL RISORTO
In quei giorni, dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni
afferreranno un Giudeo per il lembo del mantello
e gli diranno: «Vogliamo venire con voi,
perché abbiamo visto che Dio è con voi».
Zaccaria 8,23
È noto che gli evangelisti hanno riletto la vicenda di Gesù alla luce della sua Pasqua. Quando poi si sono soffermati sull’evento della risurrezione hanno insistito su due aspetti: quello apologetico (la risurrezione è un fatto reale) e quello teologico (la risurrezione è un fatto salvifico). Una cosa è chiara: la fede pasquale non nasce da una suggestione né da un autoconvincimento e neppure da un tentativo psicologico di mantenere viva la memoria del Maestro. Tutto scaturisce dall’iniziativa di Gesù che si manifesta a loro in vari momenti, luoghi e situazioni. Altro aspetto da non dimenticare: nessuno è stato testimone della risurrezione, tutti però possono divenire testimoni del Vivente. Ci chiediamo: ma esiste almeno una traccia storica della risurrezione? È un fatto: il Risorto si è manifestato ai discepoli, apparendo loro per quaranta giorni. Non si è però manifestato al mondo, anzi il mondo non lo vedrà più (cf. Gv 14,19-22). Quali sono allora le sue tracce storiche? Forse la tomba vuota? I lini distesi ordinatamente nel sepolcro? La vera traccia storica del Risorto è la sua comunità, che, dopo averlo visto, ha testimoniato con forza che egli era vivo. Non a caso Paolo affermerà che la Chiesa è il Corpo di Cristo nel tempo. Il germe della vita nuova si scorge quindi nella vita dei discepoli che hanno visto e creduto. E questo germe si esplicita in tre segni evidenti. Anzitutto, nella vita dei discepoli. La Pasqua ha risuscitato i discepoli strappandoli dalla sfiducia e dalla delusione per aprirli alla gioia e alla speranza. Questo cambiamento è opera del Signore. C’è poi la loro vita riconciliata. Lo avevano abbandonato, rinnegato e tradito in modo vigliacco ma dopo la Pasqua si trovano gratuitamente perdonati. Questo farà sì che l’annuncio della Pasqua coincida con il Vangelo del perdono. In terza istanza, la vita liberata dei discepoli. La forza che ha fatto di uomini timorosi della morte dei martiri della verità è lo Spirito, il principio della nuova creazione effuso abbondantemente già sulla croce (cf. Gv 19,30).
Commento di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia (Italia)