24 Agosto 2025

XXI Domenica
del Tempo Ordinario

Anno C

Gesù respinge false sicurezze sulla salvezza: non basta appartenenza o tradizione, serve impegno e sforzo per entrare dalla porta stretta, che è lui.

LE FALSE SICUREZZE

Bisogna sapere che ai tempi di Gesù c’erano due correnti rabbiniche che sostenevano due posizioni diverse riguardo la salvezza futura. Alcuni dicevano che Israele si sarebbe salvato in forza della promessa. Dio non può abbandonare la sua eredità. Altri invece dicevano che solo pochi si sarebbero salvati. Allora: sono tanti o sono pochi quelli che giungono alla salvezza? Dobbiamo dire che a Gesù non sono mai piaciuti questi dibattiti. Per lui non è questione di numeri o meriti. Cosa fa allora? Cerca di smascherare la falsa sicurezza religiosa dei suoi interlocutori. Bisogna ricordarsi che la salvezza non è scontata ossia non è data semplicemente per appartenenza né per tradizione. In una parola: bisogna attivarsi, ossia sforzarsi di entrare per la porta stretta perché non c’è tempo da perdere. Troppi ritardi possono pregiudicare l’ingresso nel Regno. Quando il padrone di casa chiuderà la porta per sempre non servirà più esibire titoli di amicizia o vantare conoscenze. Sono cose inutili e per Dio non valgono. La salvezza è dono ma è anche impegno, è data gratuitamente ma esige una risposta riconoscente. La porta che dobbiamo cercare di attraversare è Gesù stesso. Seguirlo non è facile, comporta lotta e resistenza. Attraverso di lui, però, si entra nella vita vera. Lui è la porta del cielo (cf. Gen 28,17), sempre aperta verso tutti (cf. Gv 14,6), e che conduce all’esperienza del vero Dio (cf. Gv 17,3). Se questa porta è stretta non è per limitare il passaggio ma indicare la necessaria fatica, come abbiamo detto, per vivere il Vangelo ed entrare così nella vita stessa di Dio.

Signore Gesù
che ci hai giustificato
non per le nostre opere
ma grazie al dono della fede,
insegnaci a vivere
con te e in te
solo per il Padre.
Tu non sei morto invano
perché il tuo amore ci ha fatti rinascere
e noi
– liberi crocifissi –
in te crediamo
nostro fratello
e nostro Dio,
unico Salvatore.

Commento a cura di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia

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