15 Agosto 2025
L’Assunzione della beata Vergine Maria
Maria, primizia della Chiesa, è assunta in cielo come segno della vittoria pasquale di Cristo. Da lei impariamo come si vive e come si muore.
«LA SUA CHIAREZZA / SOLA TI PUÒ DISPORRE A VEDER CRISTO»
L’intuizione di Dante – l’invito a guardare la «faccia che a Cristo / più si somiglia» (Paradiso XXXIII, 85-86) – è estremamente felice. Il mistero dell’Assunzione di Maria va guardato in riferimento a Cristo, al mistero della sua Pasqua. La Vergine è assunta in cielo e il suo corpo non conosce la corruzione del sepolcro, così come, nella vicenda del Figlio, alla risurrezione segue l’ascensione alla destra del Padre. Maria è la sola creatura nella quale il disegno del Creatore, che «ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità» (Ef 1,4), è perfettamente riuscito, senza ombre. La conformità al Figlio in lei è totale. Assoluta l’apertura all’irruzione dello Spirito. L’avventura stupefacente di Maria – questa ragazzina sconosciuta – iniziata con un piccolo sì in un paese ai margini della storia, si conclude ora in cielo, al cospetto dell’universo. La prima lettura della solennità, tratta dall’Apocalisse, ci descrive lo strabiliante quadro in cui il sole, la luna e le stelle fanno da sfondo alla lotta cosmica tra il bene e il male, tra Dio che vuole la salvezza e l’avversario, raffigurato come «un enorme drago rosso» (Ap 12,3). Tutta la storia umana, e in essa anche la nostra personale, è attraversata dalla lotta contro le potenze delle tenebre. Dobbiamo combattere per restare uniti al bene.
La Chiesa intera è in festa per il destino finale di Maria. Non a caso questa del 15 agosto è la festa più antica e più solenne che il popolo cristiano celebra in onore della Vergine. Anche se la fine della vita terrena di Maria non appartiene ai vangeli, la Chiesa d’Oriente ha celebrato la Dormizione (Koímēsis) di Maria, la Tutta-santa (Panaghía) fin dalla fine del V secolo. Giunta in Occidente verso la metà del VII secolo, la solennità ha successivamente mutato la denominazione in Assunzione. Nel 1950 Pio XII ne ha proclamato il dogma.
Della Chiesa Maria è «primizia e immagine», insegna la liturgia. In lei la Chiesa contempla il proprio mistero e si rallegra. È la gioia dei figli, che si allietano nel vedere quanto la loro Madre è stata esaltata e si rincuorano, perché da lei imparano come si vive e come si muore. Solo le «cose di lassù» (Col 3,1) danno piena consistenza e valore ai nostri giorni. In fondo è proprio questo il messaggio centrale del cristianesimo: un Dio che ci avvolge e ci incalza con il suo amore, che non ci lascia più e che ci svela la verità sull’uomo e la sua storia. Lo celebriamo nella Pasqua del Signore, in ogni Eucaristia, lo celebriamo in questa festa dell’Assunta. La Vergine Maria e la Chiesa ci ricordano l’irriducibile e tenace prossimità di Dio.
Commento a cura di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia