24 Novembre 2019
XXXIV Domenica del Tempo Ordinario
Cristo Re dell’universo
Anno C
Gesù si carica sulle spalle la croce per caricarsi ogni smarrito, qual è il ladrone crocifisso con lui, e ricondurlo nel regno del Padre.
2Sam 5,1-3; Sal 121 (122); Col 1,12-20; Lc 23,35-43
Davide viene acclamato re da tutte le tribù di Israele. Di fatto, era stato già misteriosamente unto da Samuele (cf. 1Sam 16), quando Dio aveva «visto» un re secondo il suo cuore tra i figli di Iesse, scegliendo il più piccolo tra loro, colui che era stato scartato: lo avevano lasciato a pascolare il gregge senza chiamarlo al sacrificio, fino a quando Samuele non chiede di far venire anche lui. Davide è scelto mentre pascola il gregge. Dovrà infatti essere un re-pastore, per pascere Israele nel nome del Signore, tant’è che abbatte Golia non con le armi del re-guerriero, di cui si libera, ma con la fionda e i ciottoli, le armi del re-pastore (cf. 1Sam 17). Il figlio di Davide, Gesù, è il vero pastore buono, che pasce il gregge con il dono della sua stessa vita e si carica sulle spalle anche la pecora smarrita, qual è questo ladrone crocifisso insieme a lui. Gesù si carica sulle spalle la croce per caricarsi ogni figlio di Dio perduto e ricondurlo nella casa del Padre. «Oggi con me sarai nel paradiso». È l’ultimo «oggi» del vangelo di Luca. Il primo era risuonato alla nascita: «oggi è nato per voi un Salvatore». Gesù nasce per noi affinché possiamo essere per sempre con lui. Ecco il paradiso, ecco il regno! Come scrive s. Ambrogio di Milano: La vita è essere con Cristo, perché dove c’è Cristo, lì c’è il regno.
Commento a cura della Comunità di Dumenza