29 Dicembre 2019
Santa Famiglia
Anno A
Dio ci chiede di vivere le fatiche della vita con tre verbi: alzarsi per non essere schiacciati, avere cura di altri, cercare vie nuove.
Dentro una storia minacciata dalla violenza di Erode, Giuseppe assume la figura spirituale di un vero credente. Anzitutto sogna: ciò che deve fare lo ascolta da un angelo mentre dorme. In questa esperienza notturna riceve alcuni imperativi, che determineranno il suo comportamento: alzati, prendi il bambino e sua madre, e va’… Anzitutto occorre sognare, il che non significa evadere dalla realtà per rifugiarsi in un mondo illusorio. Significa piuttosto guardare a ciò che accade con uno sguardo più profondo, tale da riconoscere nelle sue pieghe più oscure il maturare del sogno di Dio. Al sogno si risponde con la responsabilità della propria libertà. Ci si alza: senza rimanere schiacciati dentro le situazioni difficili, si crede nella promessa di Dio che ci dona sempre vita nuova, ci fa risorgere, rinascere. Poi si prende, si accoglie: diventiamo responsabili di altri, dei quali il Signore ci chiede di avere cura. Infine si va, ci si mette in cammino, si cercano strade nuove attraverso le quali cercare il volere di Dio. Ogni famiglia umana, ogni umana convivenza, deve saper vivere bene queste dinamiche: non rimanere chiusa nelle proprie fatiche e fragilità, ma lasciarsi rialzare dalla promessa di Dio, che ci rimette in cammino, rendendoci responsabili gli uni degli altri.
Commento a cura della Comunità di Dumenza