29 Luglio 2018
XVII Domenica del Tempo ordinario – anno B
La nostra vocazione è una con-vocazione: siamo chiamati a formare un solo corpo. Il pane che Gesù dona sazia la nostra fame di comunione.
2Re 4,42-44; Sal 144 (145); Ef 4,1-6; Gv 6,1-15
Paolo esorta i cristiani di Efeso a comportarsi in maniera degna della chiamata che hanno ricevuto, ricordando che la loro vocazione è una con-vocazione: essere chiamati insieme a formare un solo corpo in un solo spirito, perché ‘uno’ è anche colui che chiama: «un solo Dio e Padre di tutti». La dinamica di questa comunione emerge anche dal racconto di Giovanni: il pane viene diviso tra tutti, perché tutti ne possano mangiare, in una condivisione che diventa essa stessa sorgente di comunione. L’evangelista lo sottolinea con un piccolo dettaglio del suo racconto, che però è decisivo. Dopo che tutti sono stati saziati, Gesù ordina ai discepoli di raccogliere, o meglio di radunare i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto. Nel discorso sul pane della vita Gesù affermerà di dover compiere la volontà del Padre: «che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno» (Gv 6,39). Il pane che Gesù ci dona, oltre a saziare la nostra fame, compie il nostro desiderio più profondo: essere in comunione gli uni con gli altri. Una comunione generata dalla disponibilità a condividere il poco che abbiamo, il poco che siamo, con tutti i nostri fratelli e sorelle.
Commento a cura della Comunità di Dumenza