24 Maggio 2026

Pentecoste

Lo Spirito guida alla verità che è Cristo: non sapere su di lui, ma incontrarlo. Così cambia lo sguardo, e nel volto dell’altro si riconosce il Signore.

IL PEDAGOGO DI DIO

Il cristiano è un uomo, più lo Spirito Santo.

C. Péguy

Lo Spirito è il nostro pedagogo – stando alle parole di Gesù –, Colui che ci guida alla pienezza della verità (cf. Gv 16,13). Cerchiamo di capire. Anzitutto il sostantivo greco aletheia (verità), che non è da intendere in senso filosofico (è l’errore di Pilato) ma cristologico. Ovvero: la verità è Gesù. Lo dirà lui stesso: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Allora, lo Spirito in modo progressivo ci guida alla conoscenza di Cristo, ci aiuta cioè a interiorizzare il suo mistero. Ma attenzione: la conoscenza di Cristo, a cui ci conduce lo Spirito, non è quantitativa (sapere tante cose) ma qualitativa. E come possiamo definire una conoscenza qualitativa? Semplice: è quella conoscenza che – nel nostro caso –  dalla non evidenza di Cristo ci porta all’esperienza viva e reale di lui. È questo passaggio che fa la qualità. È quella conoscenza – per usare una espressione cara a Giobbe – che ci porta dal sentito dire al vedere. E questo non solo in riferimento a Cristo. Ad esempio, è lo Spirito che ci aiuta a cogliere la Chiesa non come una semplice organizzazione ma come una icona della comunione trinitaria; è lo Spirito che ci aiuta ad assumere la morale cristiana non come una legge da schiavi ma come una buona novella per i figli di Dio. Lo Spirito ci dona quindi un nuovo modo di vedere e vivere. Lo Spirito ci porta anche ad un nuovo modo di incontrare il nostro prossimo. E qui vorrei solo evocare una testimonianza conosciutissima, quella di Francesco d’Assisi quando incontrò il lebbroso sulla sua strada. Francesco inizialmente ebbe paura e davanti a quella figura “orribile a vedersi” fuggì, finché un giorno si fece coraggio e scese dal cavallo e baciò il lebbroso. E qui fece una scoperta sorprendente: quel lebbroso era Cristo. Sì, proprio lui sotto i veli di una malattia devastante. E quando lo intuì chiaramente? Quando quel lebbroso ricambiò a sua volta Francesco con un bacio. Era il Cristo crocifisso che lo chiamava a riparare la sua casa, la Chiesa, che stava crollando…anche oggi abbiamo talora la percezione che la Chiesa stia crollando…ma ci sono questi piccoli, come Francesco, piccoli ma che in realtà sono grandi perché animati dallo Spirito, che sorreggono sulle loro fragili spalle le mura della casa di Pietro. L’amore, che viene da Dio, è sempre creativo, e sempre irradia bellezza. Questo amore non solo ci conforma a ciò che amiamo, Cristo, ma ci realizza come uomini e donne nella misura in cui amiamo.

Commento di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia (Italia)

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