25 Giugno 2023

Dodicesima Domenica
del tempo ordinario

Anno A

Avere coraggio evangelico significa avere cuore; non avere coraggio è mancare di cuore, di amore. L’amore è coraggioso e per amore si affrontano i disagi e i pericoli del cammino.

Dalla paura al coraggio

Possiamo perdonare un bambino quando ha paura del buio.
La vera tragedia della vita è quando un uomo ha paura della luce.

Platone (427-347 a. C.)

Per ben tre volte, nel Vangelo odierno, Gesù invita i suoi discepoli a non aver paura (Mt 10,26.28.31). Ma cos’è la paura? È una emozione di difesa che nasce in noi quanto percepiamo un pericolo vero o immaginario. Possiamo dire, e questo è il suo lato positivo, che essa ci permette di vivere evitando i pericoli. La paura si configura perciò come una leva per la sopravvivenza. Ma la paura può diventare patologica quando assume forme troppo pervasive nel soggetto. Di qui l’ansia, il panico, la fobia, e il timore, che fanno della paura il luogo ove l’uomo sperimenta la sua fragilità e il suo essere mortale. In un libro uscito nel 1947, la Dialettica dell’illuminismo, Theodor Adorno e Max Horkheimer, scrivevano: «L’illuminismo ha perseguito da sempre l’obiettivo di togliere agli uomini la paura e di renderli padroni. Ma la terra interamente illuminata spende all’insegna di trionfale sventura». I due grandi pensatori si chiedevano come fosse possibile che davanti ad una conoscenza sempre più vasta della scienza e al perfezionamento sempre più elevato della tecnologia, l’umanità fosse potuta cadere in ideologie totalitarie, quali il Nazismo, il Comunismo o il Fascismo. La causa ultima sembra essere l’incapacità di sostenere l’ignoto. Di qui il paradosso: cresce la conoscenza, con le relative sicurezze, ma non viene meno la paura. Anzi, questa sembra rafforzarsi sempre più perché comunque l’ignoto inquieta.

La paura fa la sua entrata nelle Scritture fin dalle prime pagine di Genesi. Adamo si nasconde, dopo la trasgressione, perché ha paura di Dio (cf. Gen 3,10). Questa paura diventa poi reciproca tra i Progenitori, i quali si scoprono nudi e quindi vulnerabili. Da quel momento l’uomo ha paura dell’uomo. Emblematico poi il cammino di Israele verso la libertà; un cammino pieno di promesse divine e di continue paure. «Ci hai fatti salire dall’Egitto – dicono gli ebrei a Mosè – per farci morire» (Es 17,3). Un episodio è estremamente eloquente: il passaggio del Mar Rosso. Certo, la paura nasce da una situazione oggettiva: Israele ha davanti un mare sterminato e dietro un esercito egiziano agguerrito. Mosè chiede al popolo di aver fiducia: «Non abbiate paura» (Es 14,13). Se la paura talora altera e ingigantisce, la fiducia trasfigura, al punto che il mare diventa una grande muraglia che dischiude una strada possibile nell’umanamente impossibile.

La paura ha attraversato anche il Figlio di Dio, Gesù. Gli evangelisti non lo nascondono. Scrive Marco che al Getsèmani il Maestro «cominciò a sentire paura e angoscia» (14,33). Marco utilizza due verbi molto forti: ekthambeísthai e ademoneín. Gesù è impaurito, disorientato, abbattuto, e come impietrito. La paura della morte nella ormai imminente passione lo getta in uno stato di angoscia e ansietà. E cosa fa? Prega il Padre, chiamandolo con l’appellativo della familiarità domestica: abbà. E se da una parte chiede che il calice sia allontanato, dall’altra si abbandona a Lui. Il superamento della paura nasce da questa auto-consegna fiduciosa. Lì egli risorge. Da questo evento scaturisce l’invito dell’angelo alle donne a non aver paura perché il Crocifisso è risorto (cf. Mt 28,5-6). La risurrezione inaugura un mondo nuovo.

Il coraggio che nasce dalla fede pasquale rimanda al cuore (cor), va oltre la razionalità (anche se non è irrazionale). Avere coraggio evangelico significa avere cuore; non avere coraggio è mancare di cuore, di amore. L’amore è coraggioso e per amore si affrontano i disagi e i pericoli del cammino. «Il coraggio – diceva Agostino – è una amore che sopporta facilmente ogni cosa in vista di ciò che ama».

Commento a cura di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia

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