Abbazia
di San Paolo
Fuori le Mura

ROMA
Italia
Fondazione
650
Abate
p. Donato Ogliari
Via Ostiense, 186
00146 Roma
Zona Extraterritoriale
CITTÀ DEL VATICANO
Sito ufficiale
Caratteristiche
p. Donato Ogliari
Comunità di San Paolo FLM
Il Monastero
L’Abbazia benedettina di San Paolo fuori le Mura è legata all’omonima Basilica che custodisce la tomba del grande Apostolo delle Genti. Il monastero trae origine dalle prime comunità monastiche – maschile e femminile – sorte accanto alla basilica a metà del VII secolo circa. Per volontà dei Papi la Comunità monastica doveva garantire una presenza continua, dedita alla cura della tomba dell’Apostolo e alla celebrazione della lode divina. In tal modo il monastero ha acquisito quei caratteri richiesti dal particolare luogo in cui si sono trovati a vivere, in particolare l’aspetto liturgico-sacramentale. Ad esso, col tempo, si sono aggiunti il governo dell’ampio patrimonio feudale e lo studio delle scienze sacre e profane, preludio dell’Accademia filosofico-teologica di San Paolo flM, a sua volta germe del futuro Ateneo di Sant’Anselmo. Nel XV secolo, l’abbazia paolina entrò a far parte della riforma monastica propugnata dalla Congregazione “de Unitate” o di Santa Giustina, di Padova, divenuta poi Congregazione Cassinese. I legami con altre realtà monastiche sono sempre stati molto vivaci e significativi: dal primo impulso di riforma, ricevuto dall’ambiente Cluniacense alla fine del primo Millennio, fino al contributo dato alla restaurazione monastica in Germania, in Portogallo-Brasile e in Francia nel XIX secolo. Nel 2003 è stata soppressa la Parrocchia annessa alla Basilica, mentre nel 2005 è stata la volta della Territorialità ecclesiastica esercitata sui territori di Capena, Nazzano e Civitella San Paolo.
La Storia
Papa Gregorio II, considerato il rifondatore del monastero paolino (715-730 ca.), dispose che i due monasteri summenzionati, quello femminile e quello maschile, fossero uniti e affidò ai monaci l’incarico di accudire la tomba dell’Apostolo. Durante i secoli il monastero conobbe periodi di grande fioritura spirituale, culturale, artistica ed economica, e altri di forte decadenza. Tra i riformatori si annoverano: Oddone di Cluny; il monaco Ildebrando di Soana, poi divenuto papa Gregorio VII; il Card, Condulmer, poi papa Eugenio IV, colui che favorì l’unione di San Paolo flM alla Congregazione di Santa Giustina di Padova. Una particolare relazione è esistita poi tra il monastero e la monarchia inglese che, a partire dal Tardo Medioevo cominciò a esercitare il suo protettorato sul complesso paolino. Ne è testimonianza lo stemma dell’abbazia che ancora oggi contiene il motto dell’Ordine della Giarrettiera, istituito dal re Edoardo III d’Inghilterra nel XIV secolo. Nonostante la soppressione degli Ordini religiosi in Italia, avvenuta all’indomani dell’unificazione nazionale, i monaci benedettini di San Paolo flM ebbero il permesso di rimanere in quanto custodi della Basilica. Nel XX secolo sorgono a San Paolo flM due figure di chiara santità: il Beato Placido Riccardi e il Beato Alfredo Ildefonso Schuster (divenuto Arcivescovo di Milano). Nel monastero di San Paolo flM, il 25 gennaio 1959 papa Giovanni XXIII annunciò la sua intenzione di indire il Concilio ecumenico Vaticano II.
Le Attività
- Ecumenismo. Dal 1968, ogni due anni, la Comunità monastica di San Paolo flM organizza il “Colloquio Ecumenico Paolino”, giornate di approfondimento degli scritti di S. Paolo. Vi prendono parte esegeti e studiosi di chiara fama provenienti dalle diverse Confessioni cristiane. Ogni anno, poi, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani, che si celebra nei giorni precedenti la Festa della Conversione di S. Paolo (25 gennaio), la Comunità monastica prega ogni sera con una rappresentanza delle diverse Confessioni cristiane.
- Liturgia e pastorale. La vita liturgica della Basilica è affidata ai monaci. Essi si occupano delle celebrazioni quotidiane, dell’accoglienza dei gruppi e, su mandato della Penitenzieria Apostolica, del ministero delle Confessioni. L’Ufficio musicale cura le normali attività e quelle legate ai Cori stabili o ospiti e l’organizzazione di concerti. Un monaco collabora all’animazione della Cappellania universitaria di Roma Tre.
- Accoglienza. Il monastero offre ospitalità a coloro che desiderano trascorrere qualche giorno di Ritiro spirituale. La Biblioteca e l’Archivio monastici sono aperti al pubblico e consultabili. Anche il “giardino botanico”, ricco di piante officinali e di altre che sono citate nella Bibbia, è visitabile – su iscrizione – in primavera e in autunno.
- Attività commerciali. Nella “Spezieria monastica” si vendono prodotti medicinali e alimentari sulla base di ricette monastiche, e prodotti di dermocosmesi.

