1° Gennaio 2024

Maria Santissima
Madre di Dio

Anno B

Il Figlio di Dio assomiglia a tutti noi, è fatto della nostra carne, della nostra umanità e grazie a lui ogni figlio d’uomo può rivolgersi a Dio chiamandolo Padre.

NATO DA DONNA

«Nato da donna» (Gal 4,4). Questa affermazione paolina è la più antica testimonianza sulla Madre di Gesù. Luca, più tardi, ci dirà che questa donna si chiamava Maria (cf. Lc 1,26). L’Incarnazione di Dio, mistero ineffabile, non sconvolge perciò le leggi di natura. Per opera dello Spirito (evento certo prodigioso), il Figlio di Dio diventa figlio dell’uomo (evento naturale). In questo primo giorno dell’anno vorremmo però portare l’attenzione dei nostri lettori su una famosa pagina del filosofo francese J. P. Sartre, dove magistralmente descrive la prime reazioni di Maria davanti al Dio bambino: «Maria avverte che il Cristo è suo figlio, il suo bambino è Dio. Lo guarda e pensa: “Questo Dio è mio figlio. Questa carne divina è la mia carne. È fatto di me. Ha i miei occhi. La forma della sua bocca è la forma della mia. Mi assomiglia. È Dio, eppure mi assomiglia”». Davvero, il Figlio di Dio assomiglia a tutti noi, è fatto della nostra carne, della nostra umanità e grazie a lui ogni figlio d’uomo può rivolgersi a Dio chiamandolo Padre: «Dio mandò il suo Figlio…perché ricevessimo l’adozione a figli. E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà, Padre!» (cf. Gal 4,5). Il cristiano non si rivolge quindi a Dio in modo astratto ma ad un Dio che ha i tratti della paternità. Sì, noi possiamo e dobbiamo rivolgerci a Dio con l’appellativo della famigliarità: abbà, papà, perché tale è il significato profondo di questo appellativo aramaico. E farlo sempre, continuamente. Difatti, se l’invio dello Spirito che rende possibile in noi questa invocazione ha per noi un preciso momento, espresso da Paolo con il verbo «mandò», l’effetto di questo invio ha una durata infinita («grida»). Professare che Dio si è fatto carne nel grembo di una donna significa perciò riconoscere la punta estrema del Suo amore per noi; un amore che ha dischiuso mirabilmente la nostra vocazione filiale e quindi fraterna. Quale dono più grande in questo capodanno?

Una sola è pura essendo carnale.
Una sola è carnale essendo pura.
È per questo che la santa Vergine
è la più grande benedizione che sia scesa su tutta la terra.

 

Commento a cura di d. Sandro Carotta, osb
Abbazia di Praglia

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