Abbazia della
Santissima Trinità

CAVA DEI TIRRENI

Italia

Fondazione
1011

Abate
p. Michele Petruzzelli

Indirizzo

Via del Santuario, 59
17024 Finale Ligure (SV)
ITALIA

Sito ufficiale

www.finalpia.it

Caratteristiche

ForesteriaProdotti tipiciMeta turistica Esercizi Spirituali

p. Michele Petruzzelli

Comunità di Cava dei Tirreni

Il Monastero

L’abbazia della SS. Trinità di Cava dei Tirreni (Salerno) sorge nell’amena cornice della valle metelliana, a circa 3 chilometri dalla cittadina di Cava dei Tirreni e a 12 da Salerno. Incuneata tra le propaggini dei monti Lattari, alle falde del monte Finestra (m. 1145), si estende tra la rupe incombente, sulla quale girano le mura di Corpo di Cava, e il torrente Selano, che scorre a distanza di pochi metri. Anche se circondata dai monti, a 350 m. sul livello del mare, il clima risente in parte i benefici della vicina Costiera Amalfitana.
La lontananza da abitazioni e da strade favorisce la vita spirituale e culturale dei monaci e appaga le attese degli ospiti che, come i monaci, nel silenzio e nella preghiera cercano Dio.

La Storia

L’abbazia fu fondata nel 1011 da S. Alferio, salernitano formatosi a Cluny. Sotto il terzo abate S. Pietro divenne centro di una grande Congregazione, l’Ordo Cavensis. I primi abati si distinsero per la santità: i primi quattro sono stati riconosciuti santi, altri otto, beati.
Elevata nel 1394 a sede vescovile, dal 1431 al 1497 fu affidata a cardinali commendatari, che la impoverirono di monaci e di sostanze, cosicché nel 1497 fu aggregata alla Congregazione di S. Giustina di Padova.
Nel sec. XVIII la chiesa e alcune parti della badia furono ricostruite o ampliate.
Nel 1844 partirono per l’Australia come missionari D. Giuseppe Serra e D. Rudesindo Salvado, monaci spagnoli aggregatisi a Cava, che fondarono l’abbazia di Nuova Norcia.
Per la legge di soppressione del 1866, la badia fu dichiarata monumento nazionale e affidata in custodia all’abate. Allora i monaci aprirono un collegio laicale e iniziarono studi e pubblicazioni dell’archivio. Queste attività continuarono nel Novecento. Negli ultimi anni le scuole subirono riduzioni di corsi, fino alla chiusura nel 2005.
Come Abbazia territoriale, nel 1972 fu privata delle 22 parrocchie lontane dalla sede, nel 1979 fu ristrutturata con 3 parrocchie vicine, nel 2013 è stata ridotta entro i confini del monastero.

Le Attività

Oggi l’abbazia conserva numerosi tesori d’arte e di cultura raccolti dai monaci nel corso di un millennio, che poi lo Stato italiano ha fatto propri: l’archivio, con circa 15000 pergamene dall’VIII al XIX secolo; la biblioteca, che conserva, tra l’altro, preziosi manoscritti e incunaboli; il museo, nel quale sono esposti quadri, sculture, sarcofagi, corali miniati e arredi sacri.
I Padri benedettini che ininterrottamente abitano l’abbazia da oltre mille anni, continuano la loro opera di irradiazione spirituale e culturale, attraverso la preghiera liturgica, l’osservanza della Regola di S. Benedetto, la custodia dell’archivio e della biblioteca, l’accoglienza degli ospiti e dei pellegrini, l’assistenza agli ex alunni riuniti in associazione dal 1950, il servizio ministeriale nella chiesa abbaziale e nel santuario di Maria SS. Avvocata sopra Maiori, di proprietà dell’abbazia.

 

 

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